sabato 10 novembre 2012

La trattativa Stato-Mafia: un mosaico vergognoso finalmente ricomposto online


Dal mese di agosto di quest'anno è online il portale Statomafia.it, realizzato da due giovani studentesse, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice, appartenenti al Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino. Lo scopo del portale è quello di «raccogliere documenti, testimonianze, atti relativi alla trattativa», al fine di ricomporre «le tessere del mosaico della stagione più vergognosa della Storia del nostro Paese». 
Il punto sulla trattativa, con le notizie aggiornate, accessibile dall'home page del sito
Il sito si presenta con un'interfaccia molto pulita e schematica, da cui il visitatore può iniziare un percorso nella storia della trattativa seguendo alcune direttrici principali, evidenziate dai menu in alto: “processi”, “indagati” e “storia della trattativa”. La prima sezione, quella denominata appunto “processi”, è suddivisa in tre sottosezioni, che il visitatore può raggiungere cliccando sul menu a scomparsa che appare passando il puntatore del mouse sul nome della sezione stessa, oppure selezionando una delle fotografie che si alternano scorrendo la sezione. La prima sottosezione è dedicata al processo Dell'Utri, senatore Pdl condannato nel 2004 a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, pena ridotta poi a sette anni in appello, mentre l'imputato è stato assolto per i fatti successivi al 1992. A marzo 2012 la Cassazione ha annullato la sentenza d'appello, rinviando a una ulteriore trattazione. La seconda è dedicata al processo Mori-Obinu, il generale e il colonnello dei Carabinieri accusati di favoreggiamento a Cosa nostra, nell'ambito della mancata cattura del boss Bernando Provenzano nel 1995. L'ultima sottosezione tratta invece del processo sulla Trattativa, per cui a luglio 2012 la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di dodici imputati, tra mafiosi, politici ed esponenti delle Forze dell'ordine. 
La sezione “indagati”: è visibile la sottosezione su Bernando Provenzano
La sezione “indagati” permette al visitatore una panoramica essenziale nella biografia personale e giudiziaria dei protagonisti delle indagini sulla trattativa, da Massimo Ciancimino a Totò Riina, passando per Nicola Mancino. Aprendo ogni scheda, a fianco di essa, sulla destra, è possibile accedere alla rassegna stampa e agli articoli correlati all'argomento.
La terza sezione, “storia della trattativa”, è un archivio molto puntuale in cui le due giovani studentesse hanno ricostruito, a volte giorno per giorno, tutte le fasi della trattativa Stato-Mafia: vengono ripercorsi i vari incontri e contatti tra gli uomini dello Stato e quelli di Cosa nostra, si analizza la stesura del famoso “papello” e ci si sofferma su pagine buie, come la strage di via D'Amelio in cui morì il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. 
Una drammatica fotografia, scattata subito dopo l'esplosione dell'autobomba in via D'Amelio
I visitatori possono seguire il sito attraverso i principali social network: sia in alto a destra, sia di lato a ogni scheda visitata, è possibile accedere alle rispettive pagine su Twitter, Facebook, Google+, aggiungere un bookmark a OKNOtizie (social network di notizie del portale Virgilio) e seguire tramite RSS gli aggiornamenti del sito. Inoltre, si può stampare la pagina selezionata o iscriversi alla newsletter del sito.
Sicuramente la documentazione fotografica del sito meriterebbe di essere arricchita e approfondita, anche con l'aggiunta di filmati tratti magari da telegiornali, inchieste televisive e altro materiale audiovisivo che potrebbe fornire un utile supporto alla sezione della rassegna stampa. Andrebbe anche sistematizzata una sezione sui libri consigliati. Il progetto è comunque avviato solo da pochi mesi, sono inoltre convinta che nelle intenzioni delle autrici vi sia stata la convinzione di portare avanti un progetto online qualificato, dai rimandi immediati e che permetta di farsi un quadro completo della trattativa Stato-Mafia, anche a scapito di una grafica più accattivante ma forse meno informativa.

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